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Costruita tra il XII e il XIII secolo, durante il dominio normanno in Puglia, la Cattedrale rappresenta il vero cuore pulsante del centro storico di Ruvo di Puglia. Isolata rispetto al contesto urbano, la chiesa presenta un visibile ribassamento del sagrato rispetto all’impianto viario della città. I vari rimaneggiamenti e le modifiche apportate all’edificio religioso nei secoli successivi non sono stati tali da cancellarne l’originaria veste romanico – gotica. Tipicamente romanica è la facciata, caratterizzata nella parte inferiore da tre portali, opera di maestranze locali. Di grande pregio è il portale centrale, fiancheggiato da due colonnine sormontate da grifi e rette da leoni stilofori, a loro volta sostenuti da telamoni, la cui plasticità si riscontra anche nei personaggi religiosi che affollano l’arco più esterno del portale centrale. In particolar modo al centro dell’arco troviamo Gesù affiancato prima da due pellegrini, provvisti di ramoscelli d’ulivo e poi dalla Madonna e da S. Giovanni Battista, verso di loro convergono sia le creature angeliche, sia i dodici apostoli collocati nel sottarco. |
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I numerosi archetti pensili sostenuti da minuscole mensole aventi sembianze umane, zoomorfe e fitomorfe fanno da pendant tra la parte inferiore e quella superiore della facciata. Usando gli archetti come degli immaginari scalini, si giunge nei pressi del gigantesco rosone - terminato in epoca cinquecentesca - sormontato da una nicchia dov’è collocato un misterioso personaggio seduto, difficile da identificare. L’enigmatica figura del "sedente" rappresenta il finanziatore della chiesa. Il sedente ha un elmetto tondo che gli copre a guscio la testa e indossa una tunica ampia, stretta in vita con una cintura; è seduto su di un seggio e regge sulle ginocchia un elemento orizzontale, ormai frammentario, una sorta di supporto sul quale doveva essere fissato un ipotetico modellino del duomo, nell’atto di essere offerto alla comunità ruvese. Il sedente potrebbe essere una autorità civile o militare: varie circostanze fanno pensare che si tratti di Roberto II di Bassavilla, Conte di Conversano e Loretello e Signore di Ruvo, figlio di Roberto I di Bassavilla e cugino del re normanno Guglielmo I il Malo. La facciata culmina con la statua di Gesù Risorto che regge una bandiera segna vento. |
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I pilastri che circoscrivono lo spazio della navata centrale sono sormontati da una sorta di cornicione, denominato ballatoio, sostenuto da una infinita varietà di minuscole mensole aventi sembianze umane, zoomorfe e fitomorfe.
La luce esterna, filtrando attraverso le bifore e le trifore valorizza la plasticità scultorea dei capitelli e delle mensole del ballatoio.
La semplicità e l’austerità della struttura e degli arredi sacri mettono in evidenza l’impianto romanico–gotico della chiesa. In realtà, nei secoli scorsi il duomo ruvese è stato oggetto di varie trasformazioni.
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Tra il 500 e il 600 la chiesa nelle navate laterali furono aperte alcune cappelle successivamente chiuse nei restauri del primo Novecento. Attualmente nell’abside destra del transetto è collocato un dipinto su tavola attribuito allo ZT, risalente al XVI secolo e raffigurante la Madonna di Costantinopoli che vanta un stato di conservazione abbastanza buono. Tra il patrimonio artistico si annoverano la statua lignea raffigurante il Crocifisso risalente al XV secolo, la statua lapidea di S. Lorenzo e la statua in legno intagliato di S. Biagio, risalenti entrambi al XVI secolo. Le prime due sono collocate attualmente nella navata sinistra, mentre la terza si trova nell’abside sinistra del transetto. |
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Nel 1749 anche il soffitto a capriate subì una vistosa trasformazione: fu coperto infatti da un controsoffitto ligneo con pitture e stucchi dorati realizzato dall’artista Luca Alvese e rimosso poi nel 1918.
All’inizio del ’900 le cappelle delle due navate furono demolite in seguito a varie ragioni, tra cui il ribassamento del sagrato che richiedeva la realizzazione di scalini per accedere alle cappelle; l’aggiunta di scale avrebbe ridotto lo spazio delle navatelle che già si presentava esiguo. La rimozione del controsoffitto ligneo e la distruzione delle cappelle sono dovute non solo a motivi pratici, ma anche ideologici: si voleva preservare a tutti i costi l’originaria veste romanico – gotica della cattedrale. Eliminando le sovrapposizioni barocche, vennero alla luce tracce di affreschi presenti nel braccio destro (Vergine in trono con S. Sebastiano) e nel braccio sinistro del transetto.
Addossate alle pareti, vi sono inoltre delle lastre in pietra raffiguranti alcuni personaggi del vescovado ruvese. Tali lastre costituivano le coperture tombali di alcune camere sepolcrali presenti nel vano sotterraneo della chiesa.